Tendine d'Achille: dolore, rottura e cura | Kinesis Med

TENDINE D’ACHILLE

Il tendine d'Achille è il tendine più grande e forte del corpo: collega i muscoli del polpaccio al tallone e permette di camminare, correre e saltare. Proprio perché molto sollecitato, è frequente sede di infiammazioni, tendinopatie e, nei casi più gravi, rotture. In questa pagina trovi sintomi, cause, diagnosi e percorsi di cura, e come affrontarli presso Kinesis Medical Center ad Albignasego (Padova).

DiagnosiVisita + ecografia
Test clinicoTest di Thompson
TerapieFisioterapia, onde d'urto, PRP
DoveAlbignasego (PD)

Che cos'è e dove si trova il tendine d'Achille

Il tendine d'Achille (o tendine calcaneale) si trova nella parte posteriore della caviglia, dietro il tallone. Origina dai muscoli gastrocnemio e soleo (il polpaccio) e si inserisce sul calcagno. La sua funzione è trasmettere la forza del polpaccio al piede per la spinta durante il passo e la corsa.

Sintomi: quando preoccuparsi del dolore al tendine d'Achille

I sintomi più comuni delle patologie del tendine d'Achille sono:

  • dolore dietro il tallone o lungo il tendine, spesso più intenso al mattino o all'inizio dell'attività;
  • rigidità del tendine dopo il riposo;
  • gonfiore o ispessimento del tendine;
  • dolore che aumenta con la corsa, i salti o la salita delle scale;
  • in caso di rottura: dolore acuto e improvviso (come "un colpo" o "una frustata" al polpaccio), difficoltà a spingere sul piede e a camminare.

Un dolore persistente da più di 1-2 settimane o un dolore acuto improvviso con perdita di forza vanno valutati da uno specialista.

Le principali patologie del tendine d'Achille

Tendinopatia e infiammazione del tendine d'Achille

La tendinopatia achillea (spesso chiamata "tendinite") è una sofferenza del tendine da sovraccarico. Può interessare la porzione centrale del tendine o la sua inserzione sul calcagno (forma inserzionale). Si manifesta con dolore, rigidità e gonfiore e, se trascurata, tende a cronicizzare.

Rottura del tendine d'Achille

La rottura è una lesione, parziale o completa, spesso legata a un movimento brusco (uno scatto, un salto) o all'evoluzione di una tendinopatia cronica. Si accompagna a dolore acuto, gonfiore e difficoltà a stare sulle punte. La diagnosi va posta rapidamente perché condiziona la scelta terapeutica (conservativa o chirurgica).

Tallonite e dolore al tallone d'Achille

Il dolore "al tallone d'Achille" può derivare dalla forma inserzionale della tendinopatia, spesso associata a sperone calcaneare o borsite. Il percorso di cura va personalizzato dopo una corretta diagnosi.

Cause e fattori di rischio

  • sovraccarico funzionale (corsa, salti, aumento improvviso dell'allenamento);
  • calzature inadeguate e appoggio del piede alterato;
  • rigidità o debolezza del polpaccio;
  • età e riduzione dell'elasticità tendinea;
  • sovrappeso e alcune condizioni metaboliche;
  • precedenti episodi di tendinopatia.
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Diagnosi: quali esami fare per il tendine d'Achille

Il percorso inizia con una valutazione specialistica — in genere con un ortopedico o un fisiatra — e la diagnosi si basa su una combinazione di visita ed eventuali esami per immagini:

  • Anamnesi: il medico chiede come e quando sono comparsi i sintomi e se ci sono stati traumi o problemi precedenti;
  • Esame obiettivo: si valutano gonfiore, arrossamento, dolore alla palpazione e instabilità; al paziente può essere chiesto di camminare o di sollevarsi sulle punte dei piedi per valutare la funzione del tendine;
  • Test di Thompson: con il paziente a pancia in giù si comprime il polpaccio e si osserva se il piede si flette; nelle rotture complete questo movimento è assente o molto ridotto;
  • Ecografia: mostra lo stato del tendine ed è l'esame più usato per confermare una lesione;
  • Risonanza magnetica e radiografia: utili in casi selezionati, per valutare l'entità del danno o escludere altre cause di dolore al tallone.

La diagnosi può richiedere più di una visita: se sospetti una lesione o una rottura è importante rivolgerti subito a uno specialista.

Come si cura il tendine d'Achille

La maggior parte delle tendinopatie si tratta con un percorso conservativo. La rottura può richiedere un approccio conservativo o chirurgico, in base al caso.

Trattamenti conservativi

  • Riposo relativo e gestione del carico, con modifica temporanea dell'attività;
  • Fisioterapia ed esercizio terapeutico (in particolare esercizi eccentrici per il polpaccio), cardine del trattamento;
  • Onde d'urto radiali, indicate soprattutto nelle forme croniche e inserzionali;
  • Tecarterapia, Laser YAG e terapie fisiche antinfiammatorie;
  • correzione dell'appoggio con plantari o modifiche delle calzature;
  • Infiltrazioni di PRP (plasma ricco di piastrine) nei casi selezionati, per supportare la guarigione del tessuto.

Trattamento chirurgico

Nelle rotture complete e in alcune tendinopatie croniche resistenti alle terapie conservative può essere indicato l'intervento chirurgico, con tecniche anche mini-invasive. L'indicazione viene posta dallo specialista in base a età, livello di attività e caratteristiche della lesione.

Quando si deve operare il tendine d'Achille

Per la maggior parte delle lesioni il primo passo è il trattamento conservativo (riposo, fisioterapia, terapie fisiche e, quando indicato, farmaci). La decisione di operare dipende dalla gravità della lesione, dall'attività del paziente e dalle sue preferenze, e viene discussa con l'ortopedico valutando rischi e benefici. La chirurgia può essere presa in considerazione in questi casi:

  • rottura completa o parziale importante del tendine, quando è lacerato in modo grave;
  • lesioni croniche che non guariscono nonostante il percorso conservativo;
  • perdita significativa di funzione, quando la lesione limita in modo marcato la capacità di camminare o di svolgere le attività quotidiane;
  • lesioni associate ad altre patologie che richiedono di trattare entrambe le condizioni;
  • sportivi o persone che vogliono tornare ad attività ad alto impatto, per ripristinare al meglio la funzione del tendine.

L'intervento può essere complesso e richiede un periodo di riabilitazione anche lungo: per questo la scelta va condivisa con il paziente.

Quanto tempo ci vuole per guarire

I tempi dipendono dal tipo e dalla gravità del problema. Una tendinopatia trattata precocemente può migliorare in alcune settimane; le forme croniche richiedono percorsi più lunghi. Il recupero dopo una rottura (conservativa o chirurgica) richiede in genere diversi mesi di riabilitazione graduale. I tempi esatti vengono definiti dallo specialista.

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Domande frequenti sul tendine d'Achille

Come si cura l'infiammazione del tendine d'Achille?

Con un percorso conservativo: gestione del carico, fisioterapia ed esercizi eccentrici, onde d'urto nelle forme croniche, terapie fisiche antinfiammatorie e, nei casi selezionati, infiltrazioni di PRP. La cura va personalizzata dopo la valutazione specialistica.

Come capire se il tendine d'Achille è rotto?

La rottura si manifesta tipicamente con un dolore acuto e improvviso dietro la caviglia (come un colpo o una frustata), gonfiore, difficoltà a camminare e a sollevarsi sulle punte. Va valutata subito dallo specialista, che può confermare con l'ecografia.

Quando si deve operare il tendine d'Achille?

Si prende in considerazione l'intervento nelle rotture complete o gravi, nelle lesioni croniche che non rispondono al trattamento conservativo, quando c'è una grande perdita di funzione e negli sportivi che vogliono tornare ad attività ad alto impatto. La decisione la prende l'ortopedico insieme al paziente.

Quali esami servono per capire se c'è una lesione al tendine d'Achille?

Si parte dalla visita con anamnesi ed esame obiettivo, incluso il test di Thompson. Per confermare e valutare la gravità si usano ecografia e, in alcuni casi, risonanza magnetica o radiografia.

Quanto tempo ci vuole per guarire dal tendine d'Achille?

Una tendinopatia presa in tempo può migliorare in poche settimane; le forme croniche richiedono più tempo. Dopo una rottura il recupero richiede in genere diversi mesi di riabilitazione. I tempi dipendono dal singolo caso.

Si può camminare con la tendinite al tendine d'Achille?

In genere sì, modulando il carico ed evitando corsa e salti nella fase dolorosa. In caso di sospetta rottura, invece, la deambulazione è compromessa ed è necessaria una valutazione urgente.

Quali esercizi fare per il tendine d'Achille?

Gli esercizi eccentrici per il polpaccio sono tra i più efficaci nella tendinopatia achillea. Vanno però impostati e dosati dal fisioterapista o dallo specialista in base alla fase e al tipo di problema.

Dove curare il tendine d'Achille a Padova?

Presso Kinesis Medical Center ad Albignasego (Padova), con valutazione ortopedica specialistica del piede e della caviglia e percorso integrato di fisioterapia, onde d'urto e — quando indicato — PRP.

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Le informazioni di questa pagina hanno finalità informative e non sostituiscono il parere di un professionista sanitario. La diagnosi e il piano di trattamento vengono definiti dallo specialista in base al singolo caso clinico.

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